martedì 29 marzo 2016

Due chiacchiere con.. Valentina Bellucci


Le prime impressioni sono quelle che contano, dicono. 
Devo dire che con Valentina è stato così, si è dimostrata la ragazza gentile, disponibile e talentuosa che a pelle mi era sembrata: prima leggendo la sua biografia e scambiando due parole con lei, poi leggendo il suo romanzo e infine facendole alcune domande. 

Ecco il risultato.

Intervista a Valentina Bellucci

Valentina Bellucci
Classe '88
A: Ciao Valentina, grazie per esserti prestata a questa piccola intervista! Per prima cosa ti chiedo di presentarti in un paio di righe per chi ancora non ti conosce, che ne dici?

V: Ciao Asia, grazie a te per avermi ospitata nel tuo blog e ciao a tutti. Beh, sono una ragazza come le altre, convivo con il mio ragazzo e il mio gatto Romeo, adoro leggere e scrivere e nel tempo libero mi dedico alla pittura. 

A: Leggendo la tua biografia, ho scoperto che per vari motivi non hai affrontato la strada della carriera universitaria.. Questa cosa mi ha incuriosito molto e ti chiedo: se avessi avuto la possibilità, che tipo di studi avresti intrapreso?

V: È una bella domanda. Sin da piccola sostenevo che sarei diventata archeologa e questa passione per la storia antica ancora non mi ha abbandonata, alla fine però avrei scelto letteratura. 

A: Sai che quest'amore per la storia antica e per l'archeologia ci accomuna? :) ma quali sono i tuoi autori di riferimento?

V: Li amo tutti, dal primo all'ultimo. Ma non saprei mai rinunciare a Jane Austen, Emily Bronte, Alexander Dumas, Oriana Fallaci e Anne Rice. 

A: Adoro Jane Austen. Il tuo genere (o generi) preferito di lettura è lo stesso dei tuoi romanzi?

V: Indubbiamente. Non riuscirei a scrivere qualcosa che non mi piace o del quale non ne so assolutamente niente. Infatti non amo molto gli erotici, i gialli e i thriller. 

A: Passando al tuo romanzo "La collezionista di sogni", vorrei farti una domanda per evitare spoiler! Ritieni che i tre personaggi - Mary Lou, Tristan e Annabel -  abbiano qualcosa che li accomuna?

V: Ho cercato di descriverli con una stessa caratteristica che li accomuna: la passione per la vita. Cosa che inizialmente sembra mancare sia a Mary Lou che a Tristan. Poi però starà a chi legge interpretare il romanzo, ognuno ha la sua visione delle e cose e quindi chissà,  potrebbe anche essere che nel lettore emergano fuori impressioni che non volevo creare ma che comunque ci sono. 

A: Se dovessi scegliere un migliore amico tra i protagonisti del romanzo, chi preferiresti?

V: Annabel. Sarebbe un'amica eccezionale, e nel caso anche un'ipotetica figlia :) 

A: Sarebbe stata indubbiamente anche la mia risposta! Hai qualche "rituale" che si ripete durante il periodo di stesura del romanzo? (gesti, mangi, bevi, ecc....)

V: Rituali no... però mi capita spesso di mangiucchiare qualcosa.

A: Che importanza ritieni abbiano, al giorno d'oggi,  i social nello sviluppo professionale di uno scrittore emergente?

V: Moltissima importanza. Lo scrittore emergente ha molte difficoltà a muoversi in questo mondo, e i social rappresentano un facile approccio con le persone e con i potenziali lettori. In fondo adesso quasi tutto si muove su questo piano, non più solo lo scrittore emergente, ma anche le piccole o medie case editrici lavorano molto sui social. 

A: Valentina ti ringrazio moltissimo per il tempo che hai dedicato al mio blog! A presto!

V: Grazie per questa intervista, alla prossima! 

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Ecco i link per conoscere ancora meglio Valentina e i suoi lavori! 




lunedì 28 marzo 2016

"La collezionista di sogni" di Valentina Bellucci


Editore: Self-publishing Amazon
Pagine: 428
Prezzo: € 18,00 / Ebook: € 3,99


Recensione #10


Breve trama:

Londra: Mary Lou è la classica ragazza perfetta dalla vita privata apparentemente tranquilla. Ha 16 anni ed interessi completamente diversi da quelli dei suoi compagni. Ha bisogno di qualcosa in più, forse non se ne rende conto o forse si ma non a pieno. E' brava a scuola e ama la lettura; trova la sua pace - e la pausa dalla complicata vita familiare - in Hyde Park, precisamente su di una panchina che guarda sulla Boy and Dolphin Fountain: è proprio qui che trova l'ispirazione per i suoi racconti. 
La vita di Mary Lou si intersecherà con quella di altri personaggi: il coetaneo Tristan e la dodicenne Annabel. 
Tristan è un ragazzo incompreso dai compagni e custodisce segreti misteriosi. Quando si imbatte per la prima volta in Mary Lou, si rende conto che è l'unica persona con cui vuole stare e soprattutto l'unica che può "salvargli la vita". 
Annabel, invece, pur essendo piccolina è colei che più di tutti in assoluto hai il controllo della propria vita e paradossalmente, in parte, anche quella degli altri. 

Premessa:

Sono stata contentissima di affrontare questa lettura, perchè per me è stata la prima di un autore esordiente.

Perché leggerlo:

Sembra banale ma non lo è: è difficile in questo periodo trovare una storia così semplice ma allo stesso tempo coinvolgente psicologicamente ed emotivamente. 
Non è la classica storia young adult smielata e zuccherosa, affronta le difficoltà della vita senza mezzi termini.
La lettura risulta più che scorrevole, nel mio caso l'elemento "immedesimazione" non si è presentato (a parte l'amore per la lettura) ma la mia valutazione non ne ha assolutamente risentito. 
Descrizioni non troppo lunghe anche se molto dettagliate. 
Ho adorato il personaggio di Annabel, per niente scontato.

Cosa non mi ha convinto:

Essenzialmente nulla, solo un piccolo ( e personale ) appunto sul setting: forse scegliendo un'altra città, l'atmosfera sarebbe stata ancora più magica. 

La mia valutazione da 1 a 5:

Il mio voto è 4. Non do l'ultima stella perché sono convinta dei livelli che può ancora raggiungere questa scrittrice. Well done Valentina =)


* *  





sabato 5 marzo 2016

"La ragazza del treno" di Paula Hawkins


Recensione #9


Editore: Piemme
Pagine: 378
Prezzo di copertina: € 19,50
Breve trama:

Le vicende vengono narrate dai punti di vista di tre donne: Rachel, Anna e Megan.
Rachel è una trentenne con seri problemi di alcolismo, abbandonata dal marito per un'altra donna (Anna); nonostante sia stata licenziata, tutti i giorni prende puntualmente il treno, sempre alla stessa ora, fingendo di recarsi al lavoro per non aver problemi con la sua coinquilina. Attraverso il finestrino osserva le vite delle persone, specialmente di una coppia: inizia a fantasticare sui due, gli dà dei nomi, immagina il loro lavoro, si chiede come procede la loro relazione.. Rachel ritiene insomma che i due conducano una vita perfetta. Presto però i destini delle tre donne si intrecciano inevitabilmente, avendo come comune denominatore un violento mistero.. 

Premessa:

Ho deciso di leggere questo libro attirata dal grande successo riscosso, con l'aspettativa di incontrare un libro perfetto per i miei gusti. 

Perché leggerlo:

Mi ha tenuta incollata alle pagine dall'inizio e più o meno fino a tre quarti.. Il mistero è intrigante, lo stile tende a coinvolgere il lettore, capitoli brevi ma incisivi e la scelta di impostare la narrazione dal punto di vista di tre persone diverse -sottolineando di volta in volta i vari orari- permette di seguire le vicende senza perdere il filo della storia. 

Cosa non mi ha convinto:

E' sicuramente piacevole, si fa leggere in poco tempo intrigando il lettore. Purtroppo la parte finale lascia un po' a desiderare, diventa prevedibile e il "vado avanti a leggere divorando i capitoli per vedere come finisce" non esiste più.

La mia votazione da 1 a 5:

Il mio voto è 4.  La suspense c'è, ma non è il thriller dell'anno.
* * *  


sabato 27 febbraio 2016

"Tenera è la notte" di F.S. Fitzgerald

Recensione #8


Breve trama:
Editore: Feltrinelli Editore
Pagine: 384
Prezzo di copertina: € 9,50

Dick e Nicole Diver vivono tra la Costa Azzurra e Parigi, immersi nella loro ricchezza tra feste e passatempi vari. Un giorno, proprio in Costa Azzurra, i Diver e il loro stravagante gruppo di amici fanno la conoscenza di Rosemary Hoyt, giovane promessa del cinema americano. Dick si innamorerà della giovane, seguiranno intrecci amorosi e segreti indicibili che affioreranno dalle vite apparentemente perfette dei protagonisti del romanzo. 

Premessa:

Ho iniziato a tradurre "Tenera e la notte" come esercizio per l'ultimo esame di inglese della mia carriera universitaria. Gli Anni Ruggenti, la prosperità economica e l'esplosione dell'età del Jazz negli Stati Uniti mi hanno sempre affascinato, spingendomi ad affrontare le letture di Francis Scott Fitzgerald. 

Perché leggerlo: 

- Descrizione dell'ambientazione pressoché perfetta, una Costa Azzurra da sogno;
- Personaggi idilliaci, perfetti nella loro imperfezione;
- Grande introspezione, analisi psicologiche notevoli.

Cosa non mi ha convinto:

La narrazione troppo lenta, la lettura rischia di arenarsi: è abbastanza nello "stile Fitzgerald", caratterizzato però da una compensazione con la trama e la storia in generale. 

La mia votazione da 1 a 5:

Il mio voto è 3. Non posso che dare un giudizio medio a questo romanzo. Purtroppo la lentezza della narrazione mi ha condizionato, dato che questa volta il mio approccio alla lettura è stato "di diletto" e non culturale/di studio. Classico comunque da leggere.
* * *

venerdì 26 febbraio 2016

"Amabili Resti" di Alice Sebold

Recensione #7

Editore: E/O
Pagine: 416
Prezzo di copertina: €18,00



Breve trama

La protagonista del romanzo è Susie Salmon, una ragazzina di quattordici anni assassinata da un serial killer senza pietà. Susie  è anche il narratore delle vicende e spettatrice di tutto ciò che accade sulla terra; non è però in grado di interagire con le persone, ma ne conosce comunque i pensieri e cerca di guidare la sua famiglia verso la scoperta della verità e verso la cattura del suo assassino. E' spettatrice inerme del terribile dolore che attanaglia le persone che le hanno voluto bene e che continuano a volergliene. 

Premessa:

Non avendo visto il film (ma solo letto una breve trama) ho affrontato la lettura senza alcuna aspettativa.
E' il libro perfetto per i miei gusti

Perché leggerlo:

- Empatico.
- Coinvolgente.
- Straziante.
- Coniuga il romanzo allo stile thriller/suspense.
- La narrazione è ben strutturata, quindi durante i numerosi flashback non si perde mai il filo.
- La lettura risulta scorrevole.
- Personaggi ben descritti, caratteri be delineati. 
- Ottima scelta di stile narrativo: escamotage per coinvolgere di più il lettore (persona deceduta che tutto può vedere). 

Cosa non mi ha convinto:

Nulla.

La mia votazione da 1 a 5:

Il mi voto è 5. Segna nel profondo.
* * * *

martedì 16 febbraio 2016

" Il signore delle mosche" di William Golding

Recensione #6


"L'uomo produce il male come le api producono il miele" - W. Golding


Ho conosciuto questo libro ai tempi del liceo, precisamente durante una lezione di letteratura inglese. Dovevamo presentare un libro che ci era stato assegnato (il mio era "Camera con vista" di Forster) e il romanzo di Golding aveva colpito la mia curiosità. Dopo tutti questi anni mi sono decisa a leggerlo, con delle aspettative piuttosto alte.
Editore: Oscar Mondadori
Pagine: 250
Prezzo di copertina: € 10,50

Un gruppo di ragazzini, in seguito ad un incidente aereo, si ritrovano in un'isola deserta abbandonati a loro stessi. Sono tutti appartenenti alla classe borghese inglese, educati e di buone maniere. La prima cosa che viene naturale è quella di organizzarsi e cercare di creare una specie di gerarchia per convivere nel migliore dei modi, sempre nella speranza di essere ritrovati e portati in salvo. 
Dopo un breve periodo positivo, la situazione inizia a degenerare e si assiste alla regressione dei ragazzini ad uno stato quasi primitivo, legato alla necessità di sopravvivere e caratterizzato dalla nascita di paura basate pressoché sul nulla e quindi del tutto irrazionali. Esce il lato peggiore e 'malvagio' dei ragazzini, che era rimasto sepolto dall'agio delle loro vite.

Perché leggerlo:

Nel romanzo viene dipinta la concezione dell'uomo come creatura cattiva per natura, pensiero condiviso anche da molti filosofi che considerano la crudeltà umana insita nell'uomo ed invincibile. Di certo non era di questo parere Rousseau, che considerava sì l'uomo una creatura cattiva, ma non cattiva per natura bensì a causa della corruzione provocata dalla società in cui vive. 
Oltre ad essere un classico della letteratura inglese del XX secolo, è uno spunto di riflessione non indifferente considerando i recenti avvenimenti che hanno colpito il nostro pianeta. 

Cosa non mi ha convinto:

Le mie aspettative erano alte, immaginavo una storia più avvincente ed una narrazione più frizzante. L'ho trovato piuttosto pesantino e nonostante fosse breve ci ho messo un po' a finirlo. Ritengo però che sia un libro da leggere almeno una volta nella vita. 

La mia votazione da 1 a 5:

Il mio voto è 3. Romanzo che non mi merita.

* * *

giovedì 11 febbraio 2016

I vincitori!!!

Mi scuso innanzitutto per il ritardo stratosferico ma ho avuto degli impedimenti abbastanza grossi..

Ma finalmente ho estratto i vincitori del primo giveaway!
E sono.............

1) Martina Paccani, che vince Re Mida ha le orecchie d'asino;







2) Jenny Scheiding, che vince Polissena del Porcello.



Congratulazioni!!!!! <3 <3

Mandate una mail con il vostro indirizzo a: bibliotecadietrolangolo@gmail.com

Non appena avrò spedito i premi, ve lo farò sapere!

Un bacione! 
Asia



lunedì 1 febbraio 2016

Proroga del Giveaway!

Ragazzi,
comunicazione di servizio!

 Ho deciso di prorogare il termine del giveaway, precisamente al 6 Febbraio a mezzanotte!

Spargete la voce :)
Baci, Asia <3

martedì 26 gennaio 2016

"Meglio il libro o il film?" Parte I

Gli adattamenti cinematografici che usciranno a breve nelle sale - Parte I

La domanda per eccellenza più temuta dagli amanti dei libri - "secondo te è meglio il libro o il film?" - è arrivata puntuale come un orologio svizzero mentre uscivo dalla sala dov'era appena stato proiettato "Revenant". Il fatto che mi ha sconvolto la serata e mi ha dato da pensare per il giorno dopo è questo: forse per la prima volta in assoluto ho amato di più un adattamento al libro stesso. 

PANICO


Sarà merito dell'immenso Alejandro G. Iñarritu, sarà merito delle interpretazioni degli attori, non lo so.. Fatto sta che così è stato! 
Per questo motivo ho pensato di proporvi una carrellata di film tratti da libri più o meno conosciuti e che usciranno a breve nelle sale

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO ZOMBIE



LIBRO: Questo romanzo di S. Grahame Smith del 2009 probabilmente avrà due effetti nettamente opposti sugli amanti della Austen e in particolare di Pride and Prejudice: li indignerà o li colpirà positivamente? Una cosa è certa: non manca di fantasia.  Il "classico" si amalgama agli elementi tipici dell'horror, ricreando e sconvolgendo la trama del romanzo della Austen; infatti, segue in linea di massima la trama originale seppur ambientandola in un'Inghilterra di inizio Ottocento infestata da zombie assassini. Vediamo le sorelle Bennet che praticano le arti marziali e usano armi di ogni genere per far fronte ai non-morti. 

FILM: Il titolo ufficiale è "PPZ - Pride + Prejudice + Zombies"ed è scritto e diretto da Burr Steers; è stato interamente girato in Inghilterra e vede come protagonisti l'attrice Lily James nei panni di Elizabeth Bennet e Sam Riley in quelli di Mr. Darcy. 
La pellicola verrà distribuita nelle sale americane dal 12 febbraio 2016 mentre in quelle italiane a partire dal 4 febbraio 2016

IO PRIMA DI TE



LIBRO: Questo romanzo di stampo romantico, scritto da Jojo Moyes e pubblicato nel 2002, racconta la storia di un incontro speciale tra due persone altrettanto speciali e diversissime tra di loro. Louisa e Will saranno al centro di vortice che ha come cardine un brutto incidente che cambierà la vita prima di uno e poi dell'altro protagonista. Un recensore e critico del New York Times ha commentato così il libro: "Non appena ebbi finito di leggere il romanzo, non decisi di recensirlo bensì di rileggerlo".

FILM: Diretto dalla regista Thea Sharrock sarà interpretato da Emilia Clarke, una delle star più amate della serie "Il trono di spade"; l'uscita nelle sale non è ancora ben chiara - la data del 'release' continua a cambiare - però sembra che abbiano optato per il mese di giugno. 

LA QUINTA ONDA



LIBRO: E' il primo di tre romanzi young adult/fantascienza scritti da Rick Yancey (insieme a "Il mare infinito" e "L'ultima stella"). La protagonista è una sedicenne che si ritrova a lottare per sopravvivere alla devastazione causata da un'invasione aliena che arriva sulla terra con differenti ondate, in particolare: 1° onda, colpisce la rete elettrica; 2° onda, causa un terremoto; 3° onda, causa epidemie; 4° onda, arrivo vero e proprio degli alieni sulla terra; all'alba della 5° la protagonista parte alla ricerca del fratellino. 

FILM: Diretto da J. Blakeson e interpretato da Chloe G. Moretz, è uscito nelle sale americane il 15 gennaio mentre la data italiana è stata fissata al 4 febbraio 2016.


STAY TUNED! 





sabato 23 gennaio 2016

Primo giveaway della biblioteca!

Eccoci ragazzi!

finalmente mi sono organizzata e sono riuscita a delineare questo primo giveaway della biblioteca dietro l'angolo!

Prima di tutto, sveliamo i titoli dei due premi in palio.

RUUUUULLO DI TAAAMBUUURII....

Si tratta di:



  1. "Polissena del porcello" di B. Pitzorno
  2. "Re Mida ha le orecchie d'asino" di B. Pitzorno

Ebbene si, questi sono stati  i miei due libri preferiti di quando ero bambina! 
Ho deciso di farveli conoscere tramite questo giveaway!

Passiamo ora alle regole:
  • Diventare lettori fissi del blog.
  • Pubblicizzare il giveaway in instagram (con l'immagine del banner che troverete alla fine del post), taggarmi (@la_biblioteca_dietro_langolo) e mettendo l'hashtag #ilgiveawaydellabiblioteca. Se non avete instagram, fatelo pure in Facebook. 
  • Commentare questo post con la vostra preferenza.
Una volta che avete commentato, vi assegnerò un numero.
L'estrazione avverrà tramite scelta random: il primo che viene estratto vince la sua preferenza, il secondo estratto si guadagna il premio restante.

Il giveaway si concluderà MARTEDI' 2 FEBBRAIO a mezzanotte. 

Spero sia tutto chiaro, scusate ma è la prima volta in assoluto che faccio una cosa del genere! Buona fortuna:)

Un bacione, Asia.



Ecco il banner :)



<a href="http://bibliotecadietrolangolo.blogspot.it/search/label/Giveaway" target="_blank"><img border="0" src="http://imagizer.imageshack.us/v2/280x200q90/633/R0jxdh.jpg" /></a>

venerdì 22 gennaio 2016

Pensavo ad un Giveaway...

Ciao cari lettori!

Ieri ho cercato di pubblicare dei video in Instagram ma con scarso successo.. Non si capiva niente! Quindi riassumerò qui tutto quanto. 

Ho deciso di avviare nei prossimi giorni un giveaway. Il tema sarà: i miei due libri preferiti di quando ero bambina. I titoli non ve li svelo ancora, perché mi piacerebbe che qualcuno provasse ad azzardare qualche nome (magari indovinando) o semplicemente commentando con il vostro preferito di quando eravate piccoli. 

Commentate qui sotto:)

Baci, Asia

martedì 19 gennaio 2016

"Norwegian Wood" di Murakami Haruki

Recensione #5

"E quando veniva la domenica passavo la giornata con la ragazza del mio amico morto. Vivevo senza capire cosa stavo facendo e senza sapere cosa avrei fatto".

Editore: Einaudi Super ET
Pagine: 376
Prezzo di copertina: € 14,00

Devo essere sincera, non sono ancora del tutto convinta della mia opinione su questo libro. Probabilmente mai lo sarò, per questo ho deciso di scrivere comunque una recensione.. Anzi la definirei una riflessione sul romanzo - a detta di molti - più importante di Murakami.

E' il primo libro che leggo di quest'autore ed è riuscito subito a lasciarmi l'amaro in bocca. E' un libro a mio parere quasi perfetto, e questo "quasi" è dovuto forse all'aspettativa altissima che avevo nei confronti di questo romanzo. Si, speravo di aver finalmente trovato IL ROMANZO PERFETTO. Sapete, quello che leggi tutto d'un fiato senza mai saltare nemmeno una parola, quello che ti fa vivere dentro la storia provando le stesse emozioni e gli stessi sentimenti dei protagonisti. 

Purtroppo una parte mi è risultata pesantina quindi tendevo a saltare dei piccoli pezzi.. Per il resto ha soddisfatto tutti gli altri criteri. L'ho letto QUASI d'un fiato.

Perché leggerlo:

E' un bellissimo romanzo, spunto per tantissime riflessioni sulla propria vita, su quella che è stata la nostra adolescenza e su quello che vorremmo per il futuro. 
Il tema della morte è trattato in maniera molto schietta, senza tanti giri di parole.. Nonostante ciò risulta naturale e non tetro. 
Ampliamo le nostre vedute, leggiamo lavori di autori provenienti da lontano e con culture diverse dalle nostre; interessante e curioso il fatto che questo romanzo è stato scritto da un giapponese per metà in Grecia e per metà in Italia.

Cosa non mi ha convinto:

Praticamente nulla, come ho detto prima c'è stata solo una parte un po'  lenta. 

La mia votazione da 1 a 5:

Il mio voto è 4+. Quasi perfetto. 

* * * * +


lunedì 18 gennaio 2016

Contatti

Se volete contattarmi per qualsiasi cosa, davvero qualsiasi scrivetemi a:

bibliotecadietrolangolo@gmail.com

Sarò felicissima di rispondervi il prima possibile! 
Vi aspetto <3


domenica 17 gennaio 2016

"Revenant" di Michael Punke

Recensione #4

Editore: Einaudi
Pagine: 285
Prezzo di copertina: € 20,00

"La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta"


(NON CONTIENE SPOILER)


Hugh Glass, esploratore e cacciatore di pellicce, è un eroe della mitologia western al quale Michael Punke ha voluto rendere giustizia raccontando la sua storia attraverso questo romanzo ambientato nel 1822 durante una spedizione lungo il fiume Missouri, zona inesplorata e territorio in mano ai Sioux.
E' una storia di sopravvivenza, di amicizia, di rancori ma soprattutto di vendetta: infatti, in seguito ad un attacco di un'orsa, Glass sembra sul punto di esalare l'ultimo respiro. Il capitano del gruppo di cacciatori di pellicce con cui viaggiava lo lascia alle ultime cure di Fitzgerald (un uomo egoista, interessato al denaro) e del giovane Bridge (ragazzo inesperto ma allo stesso tempo volenteroso), per rendere onore all'uomo migliore della spedizione attraverso una degna sepoltura. Ma i due, avvistando un gruppo di indiani, scappano lasciando Glass solo ma soprattutto indifeso senza il suo fucile, convinti del fatto che sarebbe morto di lì a poco. Da qui parte l'avventura lunga tremila miglia di questo uomo, che lotta con tutte le sue forze per la sopravvivenza in un ambiente ostile e selvaggio minacciato dalla natura e dagli uomini, mosso solo dal desiderio di vendetta. 

Quando ho saputo che a Gennaio 2016 sarebbe uscito nelle sale un film diretto dal mio regista preferito Alejandro G. Iñarritu ispirato in parte ad un libro, mi sono fiondata in libreria per comprarlo e leggerlo tutto d'un fiato. Per non parlare el fatto che sarebbe stato interpretato da Leonardo Di Caprio, ancora meglio. 
Ieri finalmente sono andata a vederlo, ed oltre ad esserci molte differenze libro-film, c'è stata una sorpresa. Ma veniamo allo specifico!

Differenze principali libro-film:
Nel film Hugh Glass ha famiglia, in particolare una moglie Pawnee dalla quale ha avuto un figlio (nel libro risulta solo che avesse vissuto per un periodo in un villaggio Pawnee). All'inizio del film la moglie è già morta, mentre il figlio fa parte insieme a lui della spedizione, e resta insieme agli altri due ad assistere il padre. Nel libro non risulta nulla di tutto ciò. 
Altro particolare importante, nel libro i due cacciatori abbandonano Glass perchè avvistano un gruppo di indiani; nel film invece, non viene abbandonato in seguito ad un pericolo imminente: ciò suscita nello spettatore un sentimento decisamente negativo nei confronti di uno dei due.

Perchè leggere il libro:
E' una lettura ricca di descrizioni. Racconta una storia che colpisce il lettore d'impatto, specialmente se si pensa al fatto che esiste una fondatezza della cronaca storica. 
Inoltre, sono riuscita ad immedesimarmi nel protagonista arrivando ad un certo punto a provare alcuni dei suoi stessi sentimenti.

Cosa non mi ha convinto:
Manca fondamentalmente qualcosa. La storia si protrae troppo senza che ci siano avvenimenti particolari, e qui veniamo alla sorpresa di cui parlavo prima: questo è stato uno dei rari casi in cui (a mio parere) il film ha nettamente superato il libro. Ok, il film è comunque lungo perchè dura due ore e mezza, ma il regista riesce a non farlo risultare pesante agli occhi del pubblico. Il libro invece non ha sprint, non riesce per nulla a risultare avvincente. Ma soprattutto manca l'importanza della famiglia per un uomo che vive una vita del genere, cosa decisamente non scontata!  E' una ragione in più per lottare, per sopravvivere. 

Il mio voto da 1 a 5:
Il voto che assegno a questo libro è 2. Non azzeccato. 
* *







sabato 16 gennaio 2016

Le letture di Gennaio e.. prossimi acquisti

Eccomi tornata da una bellissima mostra di Giovanni Fattori (ADORO <3) e tra poco uscirò di nuovo.. Sono emozionatissima perché vado a vedere il nuovo film del mio regista preferito, Inarritu! Tra l'altro c'è Di Caprio, gran valido motivo. Infine, cosa più importante, ho letto il libro da cui è tratto, ovvero: "Revenant" di Punke. Nei prossimi giorni scriverò la recensione! Intanto sono curiosa di vedere cosa ne è venuto fuori!

                                                  ****   ****   **** 

Passando alle letture di Gennaio, ieri ho preso dalla biblioteca due libri che mi ero decisa a leggere durante questo mese, ovvero "Il signore delle mosche" di W. Golding e "Amabili resti" di A. Sebold.. Il terzo ("Tenera è la notte" di Fitzgerald) l'avevo comprato qualche mese fa :) 

Intanto ho già adocchiato due letture che potranno essere tra i miei prossimi acquisti:

- "Storia di una ladra di libri" di M. Zusak
- "Il cavaliere d'inverno"di P. Simons

Voi li avete letti? Me li consigliate?

Buona serata e buon fine settimana ragazzi! 
Asia

lunedì 11 gennaio 2016

"La capanna dello zio Tom" di Harriet Beecher Stowe

Recensione #3



Editore: Bur Biblioteca Univ. Rizzoli (collana ragazzi)
Pagine: 545
Prezzo: € 9,90

"Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra"(A. Lincoln nel momento del suo incontro con la Stowe all'inizio della guerra civile americana)


H.B. Stowe, figlia di un pastore della chiesa Congregazionalista, fu un’attiva abolizionista che seguì le orme del padre nella battaglia contro la schiavitù negli Stati Uniti; in particolare, l’evento che scatenò in Stowe il bisogno di scrivere un romanzo di condanna fu la promulgazione di un atto legislativo nell’anno 1850 (fugitive slave act), che decretava il dovere di ogni singolo cittadino di denunciare gli schiavi fuggiti dai propri “padroni” e la loro restituzione agli stessi.
Il libro suscitò sentimenti contrastanti negli americani, abitanti del nord e del sud si schieravano con opinioni nettamente opposte. E’ necessario sottolineare come nel Kentucky (e in generale in tutti i paesi del nord) il trattamento degli schiavi non era lontanamente simile a quello del sud: vigeva sensibilità, comprensione e gratitudine per il lavoro svolto.
La storia si apre con un gentiluomo del Kentucky, il signor Shelby, che si trova debitore di un’ ingente somma di denaro e il solo modo per salvare sé stesso e la sua tenuta è quello di cedere ad un mercante di schiavi Tom, il suo servo più fedele, più umile, il miglior lavoratore e amico che si potesse avere. Da qui in poi, si svolgono una serie di vicende che vedono molti altri protagonisti lottare per la sopravvivenza ma soprattutto per la loro libertà.
Tom era amato da tutti, molto forte ed emozionante la scena in cui il suo “padroncino” George, figlio di Shelby,  si reca alla capanna dello Zio Tom prima per mangiare insieme a lui e alla sua famiglia, poi per insegnargli a leggere e a scrivere. L’appellativo zio sta proprio a significare l’intimità che tutti condividevano con quel servo dal cuore grande grande. e non è un caso la produzione di numerosissime edizioni del romanzo per i più piccolini, che grazie al loro animo puro e buono sono capaci di cogliere fino in fondo le ingiustizie e violenze perpetrate contro altri esseri umani e non capirne il motivo.
Parere generale:
Onestamente non avrei mai pensato di leggere questo libro, non nego infatti di averlo sempre considerato come lettura per ragazzi (e anche da piccola non ho mai avuto l’occasione di affrontarlo). L’ho scelto tra tanti come lettura del mese di Gennaio avente come tema “le grandi guerre”; la guerra di secessione americana mi ha sempre affascinato, e quando ho individuato il filo conduttore tra la capanna dello zio Tom e la guerra civile non ho avuto dubbi sulla mia scelta.
Perché  leggerlo:
E’ un romanzo di spessore, di riflessione e grande sensibilità. Il fatto che le vicende raccontate siano tutte tratte dalla realtà (vissute in prima persona dall’autrice o da persone a lei molto vicine ed affidabili come ad esempio il fratello), che i dialoghi siano tutti reali e i personaggi siano ispirati a persone realmente esistite, rende la lettura ancora più incredibile, suscitando incredulità e sdegno. 
Cosa non mi ha convinto:
Le parti trattanti il tema religioso erano molte e piuttosto pesanti per i miei gusti; inoltre essendo la scrittura in alcune parti (specialmente verso la fine) un po’ meno fluente rispetto a tutto il resto del romanzo, sono stata spinta a leggere velocemente alcune parti.
Il mio voto da 1 a 5:
Il mio voto è 4. Inaspettato.
* * *